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martedì 6 ottobre 2009

L'ALTRO CINEMA - Videocracy - Basta Apparire

Apriamo questa sezione, perchè anche il cinema può a volte informare molto più di mille articoli di giornale.

Attraverso il cinema si possono plasmare le coscienze, lo sono un esempio le frenetiche richieste di Fiction da parte di esponensti politici che vogliono raccontare la loro storia attraverso la pellicola.

Com'è nello spirito dell'Altra Notizia, qui non verrà proposto il cinema spettacolo da botteghino tutto esaurito, ma di volta in volta proporrò i link per guardare gratuitamente dal Pc quei film che ci aiutano a riflettere sullo stato attuale delle cose e perché no, a riuscire anche a darci qualche risposta.
Per guardare in alta qualità scarica live player
Risposte che non riusciamoad ottnere da chi invece dovrebbe essere preposto propio a soddisfare le nostre richieste.

BUON STREAMING DALL'ALTRA NOTIZIA - l'Altro cinema

Oggi L'Altro Cinema presenta
Videocracy - Basta Apparire


ISTRUZIONI PER LA VISIONE IN STREAMING(Megavideo e Veoh):

Clicca qui, per le istruzioni: Clicca



“In una videocrazia la chiave del potere è l’immagine. In Italia soltanto un uomo ha dominato le immagini per più di tre decenni. Prima magnate della TV, poi Presidente, Silvio Berlusconi ha creato un binomio perfetto caratterizzato da politica e intrattenimento televisivo, influenzando come nessuno altro il contenuto della tv commerciale in Italia. I suoi canali televisivi, noti per l’eccessiva esposizione di ragazze seminude, sono considerati da molti uno specchio dei suoi gusti e della sua personalità”. Erik Gandini.
Erik Gandini, regista, vive in Svezia ma è nato e cresciuto in Italia. Con questo film, torna nel suo Paese d’origine, per raccontare dall’interno le conseguenze di un esperimento televisivo che gli italiani subiscono da 30 anni. Riesce ad ottenere accesso esclusivo alle sfere più potenti e rivela una storia significativa, derivata dalla spaventosa realtà della televisione italiana.

Videocracy - Nei migliori cinema dal 4 settembre...... tutto ebbe inizio dagli spogliarellli.....

In 'Videocracy' la tesi è chiara: televisione e potere in Italia ormai coincidono perversamente. Per capirlo basta risalire a trenta anni fa con la nascita delle tv commerciali di Berlusconi. Quei tristi spogliarelli delle massaie in diretta trasmessi allora in alcuni programmi di quelle tv erano per Erik Gandini, regista del docu che andrà al Festival di Venezia (Giornate degli Autori), solo la prima delle lezioni per un pubblico destinato a diventare da lì a poco elettore tipo dell'attuale premier italiano.

Una tesi non male ma neppure nuova per un filmato nato per il solo pubblico svedese curioso, a quanto dice lo stesso regista, di sapere qualcosa in più sulla presunta anomalia politica italiana. Così in uno spirito dal sapore didattico 'Videocracy. Basta apparirè (questo il titolo per esteso), inizia appunto mostrando quegli spogliarelli di un'Italia che fu. E poi tante immagini di repertorio con pochi commenti.

Si va dai tanti provini di un'Italia disposta sempre più a tutto per diventare famosa, all'intervista di una sorta di Virgilio sfigato vissuto sempre ai margini di questo mondo. Ovvero Ricky ragazzo che ama (non troppo riamato) arti marziali e cantare. Ci sono poi interviste ai fan di Silvio Berlusconi in Costa Smeralda, immagini del ministro Carfagna (con tanto di segnalazione, per il pubblico svedese, di come provenga dal mondo dello spettacolo).

E poi ancora tutto il ricco mondo che vive in Costa Smeralda: la villa del premier con i suoi ospiti illustri (Tony Blair e Putin), il Billionaire. In Costa Smeralda si svolge poi una lunga intervista al press agent Lele Mora circondato dai suoi boy. Mora, come è un pò per tutte le interviste destinate inizialmente per il solo pubblico straniero, si lascia più che andare a dire quello che pensa, a far sentire orgoglioso la suoneria del suo cellulare con 'faccetta nerà come ad azzardare un parallelo tra Mussolini e Berlusconi.

E così sarà per Fabrizio Corona, anche lui grande ammiratore del Cavaliere, intervistato nella sua casa a più riprese (tra le sequenze un suo nudo frontale sotto la doccia). Dal fotografo, che non si ricorda di aver dato la liberatoria se non svedese per Videocracy, frasi del tipo «quando io vedo una persona famosa, vedo i soldi non la persona». Infine, in Videocracy che sarà nelle sale italiane in 40 copie distribuite dalla Fandango di Domenico Procacci, tra le molte accuse esplicite e non al premier Berlusconi quella di essersi auto-concesso l'immunità. Mentre, nel segno dell'ironia - nel filmato di circa ottanta minuti che potrebbe incorrere in ulteriori polemiche dopo quelle sullo stop di Rai e Mediaset allo spot -, la visione quasi integrale di un video elettorale di Forza Italia con tanto di tormentone: «meno male che Silvio c'è».


Fonte: Unità.it

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